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Altro Archivi - Giuriolo e Pandolfo https://giurioloepandolfo.com/category/altro/ Assicuratori Padova Mon, 17 Jun 2024 10:50:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.9.4 https://giurioloepandolfo.com/wp-content/uploads/2018/05/logo_gp_50x50.png Altro Archivi - Giuriolo e Pandolfo https://giurioloepandolfo.com/category/altro/ 32 32 Convenzione “Casa 24” https://giurioloepandolfo.com/2024/06/12/convenzione-casa-24/ Wed, 12 Jun 2024 10:52:53 +0000 https://giurioloepandolfo.com/?p=6572 I danni non coperti dalla polizza condominiale…  La polizza condominiale non paga i danni alle tue cose personali. Ne in casa ne in garage, per questo abbiamo creato la convenzione “Casa 24”.   “Casa 24″ è formata da due proposte, una base ed una intermedia. Ideate per coprire i danni causati dal mal tempo alle ... Leggi tutto

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I danni non coperti dalla polizza condominiale…  La polizza condominiale non paga i danni alle tue cose personali. Ne in casa ne in garage, per questo abbiamo creato la convenzione “Casa 24”.  

“Casa 24″ è formata da due proposte, una base ed una intermedia.

Ideate per coprire i danni causati dal mal tempo alle tue cose personali.

Abbiamo pensato anche a chi vuole una copertura più completa, infatti con la convenzione “Casa 24” avrai il 25% di sconto sulla polizza che creeremo per te!

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Lo spread, questo sconosciuto https://giurioloepandolfo.com/2018/11/29/spread/ Thu, 29 Nov 2018 17:27:14 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2807 Per uscire dall’equivoco di spread e dintorni a cura di Paolo de Zorzi, patrimonialista. Stanco di leggere su ogni tipo di stampa, da quella generalista a quella specializzata, affermazioni assolutamente errate e forvianti, in relazione a questioni economiche e finanziarie, che non di rado denotano disinvolta ignoranza, non solo sugli aspetti concettuali, ma persino sul ... Leggi tutto

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Per uscire dall’equivoco di spread e dintorni

a cura di Paolo de Zorzi, patrimonialista.

Stanco di leggere su ogni tipo di stampa, da quella generalista a quella specializzata, affermazioni assolutamente errate e forvianti, in relazione a questioni economiche e finanziarie, che non di rado denotano disinvolta ignoranza, non solo sugli aspetti concettuali, ma persino sul significato dei termini utilizzati in finanza, vorrei usare una delicatezza nei confronti dei nostri Clienti e Lettori, cercando di fare un po’ di chiarezza su talune questioni.

Volendo iniziare dai concetti più semplici, partirei dal significato di uno dei termini di maggiore uso (ed abuso) da parte dei nostri sistemi d’informazione: lo spread.

Che cosa significa, in senso stretto?

Banalmente, soltanto “differenziale”, termine che potrebbe essere quindi utilizzato in tantissimi casi, ma quello che normalmente viene riportato dalla stampa, e che di fatto ci interessa, afferisce alla differenza intercorrente tra la remunerazione del nostro B.T.P. decennale e quella del Bund tedesco di pari durata.

Detto ciò, già m’immagino i commenti dei miei Lettori. Molti, probabilmente, già lo sapevano, altri, magari, potrebbero obiettare che – non investendo denari sul nostro decennale – si tratta di una questione che non li riguarda, o non li interessa. Ma non è del tutto così, e vediamone i motivi.

Spread: facciamo chiarezza

Partiamo dalle questioni di natura macroeconomica.

Le dinamiche dello spread fotografano in maniera abbastanza puntuale come la Germania – Stato con prodotto interno lordo più del doppio del nostro e con un rapporto debito pubblico/PIL (compresi i Laender) poco sopra al 90% – per effetto dell’incremento dello spread, abbia, rispetto all’Italia, non tanto e non solo il vantaggio di remunerare, ad oggi, buona parte di tale debito circa 310 punti base meno dell’Italia (di fatto, per la Germania, le cose non cambiano più di tanto, in quanto già poco pagava prima, ora – magari – “rischia” di pagare ancora un po’ meno, ma non si tratta di una differenza apprezzabile!), quanto di poter utilizzare quel differenziale che, in cifre ed a regime, viene stimato da Banca d’Italia tra i 6 ed i 7 miliardi di euro all’anno, e che il nostro Paese sarà costretto a pagare sotto forma d’interessi – per continuare a sovvenzionare, ad esempio, investimenti infrastrutturali, che, per l’effetto moltiplicativo, comporteranno a favore della Germania ulteriori stabili incrementi di PIL, occupazione, attrazione di capitali per ulteriori investimenti e crescita virtuosa.

In sintesi, ciò già comporta per la Germania un’accelerazione delle proprie ragioni competitive, al di là di quelle già esistenti, rispetto all’Italia.

Continuando, se già in un’ottica internazionale risulta di tutta evidenza che un incremento di spread fa piovere sul bagnato, passando a dare uno sguardo alla situazione interna del nostro Paese, anche lì non si scherza, in quanto – partendo dal presupposto che il debito “pro capite” è chiaramente uguale per tutti i cittadini italiani – le variazioni dello spread colpiscono e colpiranno invece in maniera diversa le altrettanto diverse fasce della popolazione, a tutto favore di quelle più abbienti.

Se è infatti intuitivo che le fasce più agiate abbiano la possibilità – con nuovi investimenti – di approfittare del rialzo dei tassi, così ottenendo maggiori profitti, è altrettanto ovvio che chi non si trovi in quella situazione non possa partecipare alla festa.

Non solo, ma le classi sociali più deboli saranno anche quelle che maggiormente dovranno fare i conti con gli impatti negativi che sicuramente ci saranno sia sul credito bancario, prospetticamente in contrazione, sia sul costo dello stesso credito, al contrario, decisamente in crescita.

Spread: tutta colpa delle Banche?

Sono quindi cattive le Banche che si approfittano dello spread?

Neanche per sogno, in quanto le Banche (quelle italiane, di più, in verità) sono anzi tra i soggetti più pesantemente ed immediatamente colpiti dallo spread, in quanto fortissime detentrici di debito pubblico domestico (e per cifre stimate lo scorso ottobre, dalla solita Banca d’Italia, attorno ai 420 miliardi).

Il rialzo dei tassi, con la coerente riduzione dei valori che lo accompagna, è causa quindi di importanti perdite sui loro conti economici, ancora traballanti a fronte dei lunghi e costosi processi di ristrutturazione che sicuramente hanno consentito al settore di uscire dalla profonda crisi che lo aveva colpito, ma non senza creare forti dispiaceri (e perdite) a tutte le nostre Istituzioni finanziarie ed ai rispettivi azionisti.

Ora, più perdite significano meno capitale, e meno capitale significa diminuzione, per il sistema bancario, della capacità di effettuare quegli accantonamenti a fronte di attività a rischio – e l’erogazione del credito è tra queste – che sia i regolamenti internazionali (a cui il sistema bancario è soggetto) che gli ovvi motivi da carattere prudenziale impongono alle Banche. Altrettanto ovvio che, tanto più il credito diminuirà, tanto più correrà il rischio di diventare più caro per famiglie ed Imprese, ed – anche in questo ambito – si assisterà, come si alludeva prima, ad un’ulteriore differenza d’impatto sulle diverse fasce della popolazione, in quanto quelle abbienti potranno comunque e sempre far valere maggiori capacità negoziali, rispetto a quelle più deboli, a cui banalmente – le peggiori condizioni – non resterà che subirle.

E se i miei lettori si stessero chiedendo se, comunque, a muovere lo spread, non fossero magari la politica, una qualche sorta di “grande Vecchio”, o le solite “manine”, potrei con massima tranquillità dare loro una risposta negativa.

Lo spread, infatti, è solo una sorta di termometro, che misura la nostra febbre finanziaria, causata dall’entità degli spostamenti dei capitali degli Investitori Istituzionali, che possono essere in entrata o – come in questo caso – in uscita dal nostro Paese.

E gli Investitori Istituzionali, … son quelli i “biechi e beceri speculatori”?

Neanche un po’! In massima parte, si tratta di fondi pensione e fondi d’investimento, che – nell’interesse dei propri sottoscrittori (siano essi i dipendenti degli uffici postali di Rotterdam, o gli agenti di commercio dell’Arkansas) – “entrano ed escono dai vari Paesi”, o più correttamente vi investono – o vi vanno a disinvestire ciò che in precedenza avevano acquistato – in funzione non solo della redditività prospettica degli investimenti, ma anche in funzione della credibilità dei vari “Sistema-Paese”, della sostenibilità dei relativi modelli di sviluppo, della stabilità politica e dell’efficienza amministrativa.

Quando queste componenti vengono a mancare, come spiegato poc’anzi, i fondi … lasciano, banalmente vendendo quello che in precedenza avevano acquistato, fuggendo verso lidi più sicuri. Così facendo, ora hanno venduto i BTP (facendone scendere i prezzi, ed alzare i rendimenti), ed, in parte, ne hanno convertito il controvalore in Bund, che – specularmente – ha visto i propri prezzi salire, così provocando una contestuale discesa dei rendimenti.

Occhio allo spread, comunque, e – vista l’attuale situazione politica – incrociamo le dita.

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PIR: cosa sono e perché sceglierli https://giurioloepandolfo.com/2018/11/27/pir/ Tue, 27 Nov 2018 16:49:27 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2793 PIR: Piani Individuali di Risparmio Il prossimo mese compiranno 2 anni, e forse qualcuno ancora non sa della loro esistenza: i PIR, Piani Individuali di Risparmio, introdotti con la legge di bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 32) sono un ottimo modo per accantonare i propri risparmi godendo di benefici fiscali e contribuendo ad ... Leggi tutto

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PIR: Piani Individuali di Risparmio

Il prossimo mese compiranno 2 anni, e forse qualcuno ancora non sa della loro esistenza:

i PIR, Piani Individuali di Risparmio, introdotti con la legge di bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 32) sono un ottimo modo per accantonare i propri risparmi godendo di benefici fiscali e contribuendo ad aiutare le PMI italiane.

Ecco perché.

PIR: i vantaggi

Per prima cosa, sono esenti da imposta di successione.

E’ risaputo ormai che l’aumento delle imposte sull’eredità e sulle donazioni è considerato molto probabile – in Italia l’ammontare dell’imposta è pari al 4% per parenti in linea diretta, ed è certamente tra le più basse tra i paesi avanzati (basti pensare che nelle vicine Spagna e Francia corrisponde rispettivamente al 34% e al 45%) – ma il denaro investito in PIR rimarrà escluso dall’applicazione di qualsiasi imposta successoria.

In secondo luogo, se l’investimento viene mantenuto per più di 5 anni, non viene applicata alcuna imposta fiscale sull’intera posizione PIR

C’è da tenere in conto che, qualora non si rispetti il limite temporale di 5 anni verrebbero addebitate le imposte dovute con i rispettivi interessi; tuttavia è pur vero che, se pensato con un’ottica a lungo termine, il limite temporale risulta certamente esiguo.

Ma la caratteristica forse più interessante è che per poter usufruire delle agevolazioni fiscali, il PIR deve investire “il 70% del valore complessivo in strumenti finanziari, anche non negoziati nei mercati regolamentati o nei sistemi multilaterali di negoziazione, emessi o stipulati con imprese che svolgono attività diverse da quella immobiliare, residenti nel territorio dello Stato “ ..” o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo con stabili organizzazioni nel territorio medesimo”.

Di questo 70%, almeno il 30% deve essere investito in strumenti finanziari non quotati nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana o in altri indici equivalenti di altri mercati, ovvero in aziende medio-piccole.

E’ risaputo purtroppo che nemmeno gli investitori istituzionali italiani decidono di investire i propri risparmi nel loro paese, e questo sicuramente va a sfavore delle PMI italiane, che si ritrovano così a dover dipendere dalle banche: ecco quindi che i PIR potrebbero capovolgere la situazione.

PIR: le limitazioni

I Piani Individuali di Risparmio sono soggetti alle seguenti limitazioni:

  • non è possibile cointestarli (nascono come titoli prettamente individuali);
  • riguardano soltanto le persone fisiche, quindi le aziende sono escluse;
  • si possono investire al massimo 30 mila euro l’anno per un massimo di 150.000 euro totali.

E’ inoltre necessario fare attenzione alle commissioni applicate dalle Società di Gestione del Risparmio (Sgr) a questi prodotti: se troppo elevate, potrebbero ridurre di molto i benefici per i risparmiatori.

I PIR rappresentano quindi una valida alternativa di risparmio e investimento, e possono rientrare in un progetto più ampio di gestione del patrimonio, diversificato e personalizzato: con la consulenza adeguata di esperti del settore, puoi fare chiarezza e decidere se e quali strumenti finanziari fanno al caso tuo.

Il nuovo servizio di consulenza offerto da Giuriolo e Pandolfo serve a questo: metterti a conoscenza degli strumenti a tua disposizione e del loro funzionamento, in modo che tu possa fare scelte consapevoli e strategiche per il tuo futuro.

Se sai come fare, puoi farlo. I nostri esperti sono a tua disposizione.

Se vuoi saperne di più, fissa con noi una prima consulenza gratuita!

Fonti:

ABS Consulting: www.abs-consulting.it

Il Sole 24 Ore: www.ilsole24ore.com

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Un compagno a quattro zampe per i nonni https://giurioloepandolfo.com/2018/11/05/un-compagno-a-quattro-zampe-per-i-nonni/ Mon, 05 Nov 2018 15:24:44 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2775 Gli anziani sono senza dubbio la categoria più a rischio di emarginazione sociale: nipotini e baby-sitting a parte, i nonni si ritrovano spesso a trascorrere gran parte delle loro giornate in solitudine, spesso per motivi più profondi della semplice pigrizia o dei problemi di salute. Rispetto al passato, infatti, è sempre meno diffusa tra gli ... Leggi tutto

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Gli anziani sono senza dubbio la categoria più a rischio di emarginazione sociale: nipotini e baby-sitting a parte, i nonni si ritrovano spesso a trascorrere gran parte delle loro giornate in solitudine, spesso per motivi più profondi della semplice pigrizia o dei problemi di salute. Rispetto al passato, infatti, è sempre meno diffusa tra gli anziani l’abitudine di ritrovarsi in locali o associazioni a loro dedicate, rendendo le loro possibilità di socializzare sempre più sporadiche.

In questo contesto, rimanere attivi e vitali risulta davvero difficile, e l’anziano viene così a trovarsi in uno stato simile all’apatia, o peggio alla tristezza, che nei casi più gravi può sfociare nella depressione.

Può un animale domestico risolvere questa situazione? La risposta è sì.

In particolare, il cane potrebbe rivelarsi la scelta più appropriata per sostenere ed aiutare gli anziani a mantenersi reattivi e a migliorare il proprio umore.

Un compagno a quattro zampe per non sentirsi soli.

Un cane è un amico e un complice, è un cucciolo di cui prendersi cura e un fidato compagno di avventure, ha bisogno di attenzioni e di considerazione, per questo motivo un anziano non solo vi si sente legato indissolubilmente, ma vede nell’animale una fonte di attività, di iniziative e di cose da fare che riempiono le sue giornate. Il cane scandisce il tempo dell’anziano, che con lui non vive più una serie di giornate tutte uguali, ma ogni momento è differente, ogni giorno è un obiettivo da raggiungere insieme.

Inoltre, il cane è fonte di ricordi e di storie da raccontare, di orgoglio e di soddisfazione.

La normale routine di ogni giorno, fatta di momenti come la passeggiata o il gioco, diventa un’ottima occasione di movimento e di socializzazione, ed incontrando altre persone è più facile sentirsi parte della comunità in cui si vive.

Un compagno ed un amico quindi, che dà un senso alle giornate altrimenti tutte uguali, scaldando i colori della solitudine.

Un compagno a quattro zampe: un amico assicurato.

Se si sceglie quindi di regalare un cane ad un anziano, è essenziale stipulare un’assicurazione ad hoc per il cucciolo, proprio perché le condizioni fisiche dovute all’età del padrone non assicurano la capacità, in caso di bisogno, di occuparsi degli eventuali problemi dell’animale.

Lo stesso anziano si sentirà più sicuro sapendo di avere delle figure di riferimento da contattare nel caso in cui capiti qualcosa di spiacevole, senza dover coinvolgere i membri della famiglia che, magari, non possono sopraggiungere nell’immediato.

La nostra agenzia propone una serie di prodotti assicurativi completamente personalizzabili che si adattano perfettamente alle necessità del padrone e del cucciolo, in base all’età e alla razza

Scopri qui il prodotto più adatto alle tue esigenze.

Si ringrazia il Sig. Diego Righetto, esperto cinofilo, per le preziose informazioni e l’iniziativa da lui proposta per la tutela e la protezione degli anziani.

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Primi rincari per i mutui fissi https://giurioloepandolfo.com/2018/10/10/primi-rincari-mutui-fissi/ Wed, 10 Oct 2018 14:17:06 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2762 A cura di Paolo de Zorzi, patrimonialista. ‘Sabato scorso, tre giorni dopo il nostro evento a Padova, è apparso a pag. 6 del “Il Sole 24 Ore” l’articolo PRIMI RINCARI PER I MUTUI FISSI, a firma di Morya Longo. Dal punto di vista intellettuale, non può che far piacere verificare di essere intervenuti in anticipo, ... Leggi tutto

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A cura di Paolo de Zorzi, patrimonialista.

‘Sabato scorso, tre giorni dopo il nostro evento a Padova, è apparso a pag. 6 del “Il Sole 24 Ore” l’articolo PRIMI RINCARI PER I MUTUI FISSI, a firma di Morya Longo.

Dal punto di vista intellettuale, non può che far piacere verificare di essere intervenuti in anticipo, rispetto alla migliore stampa, in relazione ad un argomento di evidente importanza e rilevante attualità.

Essendoci vestiti, però, dei panni di Cassandra, fa ovviamente meno piacere l’evidenza che i tempi medio-lunghi, che noi avevamo ritenuto- comunque- congrui per poter sistemare le situazioni di crescente onerosità nel credito a Famiglie ed Imprese, potrebbero risultare sovrastimati.

Quindi, … è opportuno accorciare i tempi; ma per fare che cosa? Qui, ovviamente entrano in gioco le specifiche situazioni, per cui non si può a priori indicare come soluzioni la variazione nelle tipologie tecniche di finanziamento, l’allargamento delle linee di credito o quant’altro. Al peggioramento delle condizioni e dei parametri di finanziamento, si dovrà rispondere in maniera sicuramente personalizzata, e prendendo in considerazione le situazioni specifiche di ogni singola realtà operativa.

Le nostre Strutture sono a disposizione della Clientela attuale o potenziale per aiutarla nella definizione e, soprattutto, nella realizzazione delle soluzioni più opportune.’

Articolo completo de ‘Il Sole 24 Ore’.

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TLTRO (Targeted Long Term Refinancing Operations) https://giurioloepandolfo.com/2018/10/08/tltro-targeted-long-term-refinancing-operations/ Mon, 08 Oct 2018 08:17:28 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2756 A cura di Paolo de Zorzi, patrimonialista. ‘Durante la mia breve dissertazione, nel corso dell’incontro del 3 ottobre, sono partito dal monito di Moody’s del 29 Agosto scorso, secondo cui gli Istituti di Credito italiani dovranno ripagare 250 miliardi di prestiti TLTRO alla Banca Centrale Europea tra giugno 2020 e marzo 2021, e questo comporterà ... Leggi tutto

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A cura di Paolo de Zorzi, patrimonialista.

‘Durante la mia breve dissertazione, nel corso dell’incontro del 3 ottobre, sono partito dal monito di Moody’s del 29 Agosto scorso, secondo cui gli Istituti di Credito italiani dovranno ripagare 250 miliardi di prestiti TLTRO alla Banca Centrale Europea tra giugno 2020 e marzo 2021, e questo comporterà inevitabilmente un aumento dei costi di rifinanziamento degli Istituti del Paese, andando a pesare sulla loro già bassa redditività.

L’agenzia ha osservato come le Banche italiane abbiano un terzo del totale dei finanziamenti TLTRO stanziati della Bce, stando ai dati a maggio 2018; quindi, più di ogni altro sistema bancario della zona euro. Questi presiti, a tassi inizialmente molto bassi (e poi diventati persino negativi, nel tentativo da parte della B.C.E. di stimolare il credito a famiglie ed Imprese) non solo hanno stabilizzato la capacità di assunzione di fondi, assicurando la “liquidità” delle Banche italiane, ma ne hanno anche rinforzato la redditività, tant’è che è opinione comune che il venir meno di questo “sussidio” provocherà quello che è stato definito da un Esponente della Società di Rating come un elemento di pressione su un livello di utili del nostro Settore Creditizio, comunque non sufficiente, “… e che già soffre a causa di bassi margini di interesse netti, di costi di ristrutturazione e di alte perdite nei prestiti (precedentemente erogati dalle Banche Italiane .ndr)”.

Se ripagare la Bce metterà comunque ulteriore pressione alla già debole redditività del Settore, visto che si dovranno sostituire questi prestiti con forme di finanziamento sicuramente più onerose, è plausibile che lo scenario delle criticità sia, come al solito, a macchia di leopardo, con le grandi banche (come Unicredit  ed Intesa Sanpaolo), non solo meno esposte al programma TLTRO, ma che avranno facilità nel rimborsare l’istituto di Francoforte, mentre le Banche più piccole saranno costrette ad affrontare maggiori difficoltà.

Moody’s si aspetta che anche dopo la scadenza dei prestiti TLTRO, la Bce continuerà a fornire liquidità al Sistema Bancario, attraverso operazioni di finanziamento a breve termine, ed anche tramite altri canali, che alla lunga, però, creeranno comunque problemi alle Banche Italiane, che saranno a propria volta costrette a riversarli sul sistema Imprese-Famiglie.

Tutto ciò comporterà- nella migliore delle ipotesi- un rialzo generalizzato del costo del credito, complice anche- per il Sistema bancario- l’esistenza di una concorrente possibilità d’investimento a rischio attenuato sulla “curva” dei B.T.P., dove il blocco degli acquisti netti da parte della B.C.E. (facendo perdere l’attuale “acquirente di ultima istanza”), comporterà un parallelo rialzo dei tassi, che specularmente danneggerà gli Operatori economici, oltre a creare all’Italia evidenti problemi di finanza pubblica, per l’ulteriore rialzo del costo del nostro debito pubblico che tutto ciò comporterà.’

(fonti: Bloomberg – articoli già pubblicati dall’Autore)

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Quando, nell’Antica Roma, il testamento… https://giurioloepandolfo.com/2018/09/18/quando-nellantica-roma/ Tue, 18 Sep 2018 15:17:36 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2749 Molti sanno che, al fanciullo romano di nove anni, veniva regalata la “bulla”, un porta-amuleti che avrebbe portato sino al compimento dei sedici anni, che delineava- al tempo- il passaggio all’età adulta. Un popolo per certi versi strano, quello romano, che faceva indossare ai propri figli questo originale contenitore in metallo nobile, all’interno del quale ... Leggi tutto

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Molti sanno che, al fanciullo romano di nove anni, veniva regalata la “bulla”, un porta-amuleti che avrebbe portato sino al compimento dei sedici anni, che delineava- al tempo- il passaggio all’età adulta.

Un popolo per certi versi strano, quello romano, che faceva indossare ai propri figli questo originale contenitore in metallo nobile, all’interno del quale si sarebbe potuto trovare anche qualche “cornetto”… che, nonostante oggi lo si pensi frutto dell’inventiva partenopea, effettivamente faceva parte della tradizione romana; lo stesso popolo, quello romano, che era abituato a scandire il passaggio all’età adulta anche con la quasi necessaria predisposizione di un testamento, una pratica estremamente importante, e per certi versi considerata sacra, tanto da giustificare la conservazione di tale documento (sotto forma di tavolette cerate sigillate), presso il Tempio di Saturno, dove era parimenti collocato l’Erario dello Stato.

Probabilmente, in un periodo in cui i viaggi erano sicuramente più rischiosi rispetto ad ora, il servizio in armi per la Repubblica … non solo una “formalità”, e la vita tendenzialmente meno lunga e parecchio meno facile anche per le classi più agiate, chiunque- sia patrizio, che plebeo- era portato a non lasciare al Fato l’arbitrio di disporre anche della propria eredità, vista- questa- non solo come un “fatto puramente patrimoniale”, ma anche come un “assetto valoriale”, e pertanto “sacer” (sacro).

C’è una cosa che in passato non mancava di stupirmi: mentre, allora, un popolo così superstizioso come quello romano, dove i componenti delle classi abbienti nemmeno uscivano di casa senza aver prima consultato gli aruspici, comunque considerava la predisposizione del testamento come un fatto apotropaico (inteso semmai a scacciare il malocchio, non ad attirarlo!), oggi, i componenti di una società secolarizzata, come quella italiana, e semmai pervasa da positivismo tecnicista, risultino così “fatalisti”, quando si parli di passaggio del patrimonio, e superstiziosi ai limiti della parossismo quando si parli di predisposizione del testamento!

Avremo sicuramente modo di conversare con i nostri Lettori, durante gli eventi formativi, delle questioni tecniche riguardanti l’opportunità di pianificare ed ottimizzare fiscalmente il processo ereditario, cercando di “generare valore” invece di “creare problemi e disuguaglianze non volute”, ma- secondo me- un modo per uscire dal “vortice di abitudini senza senso” a cui prima alludevo potrebbe essere quello di ritornare con la memoria  all’esempio di coloro che hanno saputo trasformare il testamento nell’ultima, magari estrema, possibilità di …”parlare alle altre generazioni”, un’azione che in una società come la nostra, dove imperversano solo messaggi brevi e telefonate, sembra si fatichi sempre di più a fare.

A cura di Paolo de Zorzi, patrimonialista – membro fondatore di Pacta Network.

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Il nuovo progetto firmato Giuriolo e Pandolfo https://giurioloepandolfo.com/2018/09/18/il-nuovo-progetto-firmato-giuriolo-pandolfo/ Tue, 18 Sep 2018 10:03:44 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2742 PACTA NETWORK: LA NOVITA’ IN CASA GeP ASSICURATORI E’ ora a servizio dei nostri Clienti un nuovo Network di esperti nella consulenza patrimoniale, nato dall’unione di diversi professionisti, che provengono dal mondo della consulenza giuridica, economica, aziendale, finanziaria ed assicurativa. Forti del proprio know-how personale e delle proprie esperienze professionali, i nostri Associati si affiancano: ... Leggi tutto

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PACTA NETWORK: LA NOVITA’ IN CASA GeP ASSICURATORI

E’ ora a servizio dei nostri Clienti un nuovo Network di esperti nella consulenza patrimoniale, nato dall’unione di diversi professionisti, che provengono dal mondo della consulenza giuridica, economica, aziendale, finanziaria ed assicurativa.

Forti del proprio know-how personale e delle proprie esperienze professionali, i nostri Associati si affiancano:

  • ai CLIENTI INDIVIDUALI (managers, professionisti, imprenditori, ecc.)
  • alle FAMIGLIE
  • alle IMPRESE

offrendo tutti i servizi connessi con:

  • la mappatura dei rischi e la protezione degli interessi meritevoli di tutela, sia in ambito familiare, che in ambito professionale, reddituale, patrimoniale ed imprenditoriale;
  • il passaggio generazionale del patrimonio e delle aziende, preservandone l’integrità;
  • la gestione strategica degli asset patrimoniali, della finanza aziendale e delle Imprese

in relazione alle specifiche esigenze, e con gli obiettivi, fortemente collegati

  • di identificare le soluzioni più adeguate dal punto di vista fiscale e giuridico,
  • di limitare, o- meglio- evitare, qualsiasi forma di conflittualità (anche futura)

prestando la massima attenzione, al di là della sempre maggiore complessità ed articolazione dei rapporti, alla preservazione delle dinamiche familiari e degli equilibri esistenti.

Per poter fruire di tutto questo, i nostri Clienti sono chiamati a modificare il proprio approccio nei confronti dei problemi di cui sopra, passando da una fase in cui le condizioni vengono di fatto subite, ad una fase in cui il Cliente è e rimane protagonista, con il supporto della nostra consulenza patrimoniale, nella pianificazione del futuro proprio, delle dinamiche reddituali e patrimoniali della propria Famiglia e della continuità della propria Impresa.

La collaborazione del nostro Network, dal punto di vista metodologico, comprende, in funzione di altrettanti mandati:

  • un primo livello di analisi e di reporting, in cui- previa l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti- si vanno ad identificare le correnti situazioni di opportunità e di criticità;
  • un secondo livello di analisi e di reporting, in cui vengono prospettate una o più strategie di opportuna implementazione, ai fini di dare risposta alle esigenze verificate;
  • un livello di affiancamento degli Interessati, e di supporto tecnico-operativo;
  • la soluzione “chiavi in mano” delle problematiche, in relazione alla strategia condivisa;
  • il supporto costante nel tempo (modello family office).

Così facendo, si vuole dare risposta alle frequenti domande ed alle preoccupazioni che ci vengono espresse da una Clientela, sì evoluta e sofisticata, ma altrettanto lasciata “sola”, di fronte a novità legislative, a variazioni impositive, a rischi di cui non sempre ha consapevolezza, ed alla ricerca di soluzioni personalizzate, rispettose dei valori, e pertanto idonee ad assicurare la serenità personale e familiare di tali nostri Interlocutori.

I membri del Network

Dott. Paolo de Zorzi

Consulente patrimoniale fondatore del network, detiene rapporti di partenariato con Banche e Compagnie Estere, Agenzie di brokeraggio domestiche, Studi notarili e legali.

Consulente Tecnico del Tribunale di Vicenza, vanta una solida competenza nel campo della finanza, data la più che trentennale esperienza, maturata come manager nel Private banking presso Istituzioni Bancarie e Finanziarie a livello europeo.

Ha altresì associato l’attività di consulenza finanziaria all’insegnamento, quale incaricato del corso di Economia degli Intermediari Finanziari, presso il polo di Vicenza dell’Università di  Studi Internazionali di Roma.

Dott. Massimo Carbonaro Beccaria

Laureato in Giurisprudenza, con specializzazione in diritto civile e commerciale, ha poi conseguito il titolo di Dottore Magistrale in Economia aziendale e le abilitazioni professionali di avvocato, docente di diritto ed economia, dottore commercialista e revisore legale.

Iscritto all’Ordine dei Dottori commercialisti di Padova e al Registro dei Revisori legali del M.E.F., è pure Gestore della crisi da sovraindebitamento ex lege n. 3/2012.

Opera prevalentemente nelle materie collegate all’area legale della professione, prestando consulenze societarie, tributarie e di diritto civile con riguardo alla tutela patrimoniale e del passaggio generazionale, alla gestione della crisi di impresa e alla compliance D.lgs. 231/2001.

Negli ultimi venticinque anni ha inoltre maturato un’importante esperienza in materia contrattuale e nella compliance legale degli atti giuridici in generale, nonché nella gestione del contenzioso tributario.

Grazie alla partnership con un consolidato Studio Commercialista dell’Alta padovana, offre alle imprese e alle persone fisiche anche la tradizionale attività di consulenza contabile e fiscale.

Avv. Matteo Bisazza

Iscritto all’Ordine degli avvocati di Padova dal 2009 è Mediatore Civile Professionista iscritto presso l’organismo di mediazione presso il Tribunale di Padova e presso la Camera di Mediazione Patavina.

Svolge la propria attività di consulenza ed assistenza legale, giudiziale e stragiudiziale nei numerosi rami del diritto civile.

Nei confronti delle aziende l’attività è rivolta alle diverse fasi del recupero credito nonché alla contrattualistica aziendale.

I servizi resi nei confronti del privato cittadino spaziano nell’ambito del diritto civile con competenze in diritto di famiglia, separazioni, divorzi, risarcimento danni, successioni.

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Assicurazione Viaggi: a chi affidarsi. https://giurioloepandolfo.com/2018/07/16/assicurazione-viaggi-a-chi-affidarsi/ Mon, 16 Jul 2018 09:03:20 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2680 Quando si viaggia si pensa prima di tutto a come andrà: sarà un’avventura, nel caso di una vacanza, o il momento per mettersi in gioco, se si tratta di un viaggio di lavoro; si è letteralmente sopraffatti dai preparativi, dal pensiero della partenza e quindi del distacco, della permanenza fuori casa (o fuori nazione!), e ... Leggi tutto

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Quando si viaggia si pensa prima di tutto a come andrà: sarà un’avventura, nel caso di una vacanza, o il momento per mettersi in gioco, se si tratta di un viaggio di lavoro; si è letteralmente sopraffatti dai preparativi, dal pensiero della partenza e quindi del distacco, della permanenza fuori casa (o fuori nazione!), e poi del ritorno, con la ripresa della routine o l’avvio di nuovi progetti: in questo modo passano in secondo piano le preoccupazioni, i rischi e la possibilità che non tutto fili perfettamente liscio.

Perché si sa, l’imprevisto è dietro l’angolo, e se del possibile smarrimento del bagaglio se ne occupa la compagnia aerea, del resto chi se ne occupa? Del piccolo infortunio mentre facciamo kitesurf ad esempio, o del virus che ci costringe a letto e per il quale servono medicine particolari, oppure del grave ritardo nella partenza che ci porta a cambiare meta o tempi di permanenza. Non ci si pensa, ma sono imprevisti all’ordine del giorno. Perché rischiare di rovinarsi le vacanze?

Per questo quando si viaggia è fondamentale avere una polizza assicurativa personalizzata che garantisca una soluzione a tutti i nostri problemi, così da partire leggeri, senza pensieri e liberi di non dover pensare al peggio.

Giuriolo e Pandolfo Assicurazioni offre un prodotto su misura scegliendo tra quelle che sono state elette le migliori compagnie sul mercato, ossia le eccellenze.

Con noi non rischi di sbagliare: potrai scegliere la proposta che ti sembrerà più adatta a seconda delle tue esigenze, certo di affidarti a professionisti esperti e compagnie top nel mercato.

Qui la classifica delle migliori compagnie di assicurazione, che puoi trovare da noi.

Se devi ancora assicurare il tuo viaggio, lascia fare a noi!

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“Voglio un cane da borsetta”: moda o vero Amore? https://giurioloepandolfo.com/2018/07/12/cane-da-borsetta/ Thu, 12 Jul 2018 11:35:54 +0000 https://www.giurioloepandolfo.com/?p=2685 I cani da borsetta sono un vero e proprio fenomeno sociale; teneri e graziosi, sono cuccioli di piccole dimensioni scelti da un pubblico prevalentemente femminile (ma non solo) per essere ‘comodi’ da portare sempre con sé: al supermercato, a fare shopping, al lavoro, fanno parte del bagaglio quotidiano del padrone che, fiero e un po’ ... Leggi tutto

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I cani da borsetta sono un vero e proprio fenomeno sociale; teneri e graziosi, sono cuccioli di piccole dimensioni scelti da un pubblico prevalentemente femminile (ma non solo) per essere ‘comodi’ da portare sempre con sé: al supermercato, a fare shopping, al lavoro, fanno parte del bagaglio quotidiano del padrone che, fiero e un po’ eccentrico, li mette in mostra come un accessorio glam.

Ovviamente non stanno solo nelle borse, il pubblico maschile preferisce portarli con sé in braccio, oppure li vediamo nei passeggini, sotto al pupo (se non al suo fianco), rigorosamente curati, spazzolati, spesso agghindati e vestiti secondo le mode del momento.

Tuttavia, anche se apparentemente ‘pratici’ da gestire, i cani da borsetta possono riservare delle sorprese, e non sempre piacevoli: oltre al rischio che i cuccioli, soprattutto i più giovani, decidano di lasciare un ricordino dentro alle shoppers griffate in cui decidiamo di tenerli, dobbiamo confrontarci anche con perdita di pelo, reazioni imprevedibili e, si, bisogna dirlo, non ce lo possiamo dimenticare in giro. In fin dei conti, a quanti non è mai successo di lasciare una busta della spesa o il portafoglio in un negozio perché presi dalla foga dello shopping?

Ecco quindi alcune dritte per crescere il nostro cucciolo nel modo giusto.

  1. È un animale, non un oggetto. L’abbandono di questi piccolini è in continuo aumento, e pare sia per la perdita di interesse del padrone che decide di non seguire più questa moda. Proprio per il tipo di legame che si viene a creare portandolo sempre con sé, è normale che poi il nostro cucciolo ci consideri più di una mamma, e questo rappresenta una bella responsabilità. Sarà più piccolo, più facile da trasportare, più tenero e coccolone di altre specie, ma se pensate che alla lunga potrebbe stancarvi o che non sarete in grado di prendervene cura nel tempo, meglio abbandonare l’idea.
  2. Non solo in borsa. Come tutti i cuccioli, anche loro hanno bisogno di camminare e di muoversi, altrimenti diventano pigri, e potrebbero rifiutarsi di farlo in seguito: è fondamentale dare loro la possibilità di sfogarsi, di correre e saltare su e giù dai nostri divani, o in un bel prato, e portarli a passeggio al guinzaglio così da dar loro la possibilità di starci accanto sentendosi più indipendenti.
  3. Non da subito. È chiaro che se il nostro intento è quello di portarlo spesso con noi dobbiamo abituarlo fin da subito, ma per riuscire a controllarlo al meglio dobbiamo prima instaurare un rapporto profondo con lui. E non solo di amore e affezione, ma anche e soprattutto di obbedienza. Perciò non abbiate fretta e andate per gradi. Alle prime uscite portate con voi anche il guinzaglio, da appendere alla borsa, e non prolungate il viaggio per più di qualche ora.
  4. Provviste. Se avete intenzione di portare il cucciolo con voi per un’intera giornata, dovete organizzare i suoi pasti: preparate tutto il necessario e nelle giuste quantità, anche l’acqua, senza dimenticare la ciotola da viaggio, in quanto non sempre i locali servono volentieri acqua in ciotole ai cani, soprattutto quelli meno pet friendly.

Appena arrivati a casa però, subito fuori dalla bag: ne sentirà il bisogno.

  1. Attenzione ai nervosismi. Portando il vostro cucciolo in giro entrerà a contatto con situazioni, persone e cose nuove: anche se dentro la borsa, potrebbe agitarsi, innervosirsi e avere l’istinto di saltar fuori o di ‘aggredire’, anche solo per gioco, persone od oggetti; questo potrebbe creare situazioni spiacevoli. Per questo bisogna essere sempre pronti ed attenti, non perderlo mai di vista e assecondare i segnali che ci manda, in modo da rendere la sua permanenza al nostro fianco il più piacevole e confortevole possibile.

Ad ogni modo, quando si decide di adottare un pet, è sempre bene essere preparati anche alle esperienze negative, soprattutto per la responsabilità civile, che ricade su di noi e sugli altri.

Per potersi spostare ovunque senza pensieri è quindi necessaria un’assicurazione, che ci permette di non pensare alle eventuali conseguenze spiacevoli e di goderci il tempo con il nostro Amico.

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